Unlock Decoding Art, con la collaborazione di Andrea Zardin, presenta PARALLEL SPACES, mostra dedicata all’artista cinese Lu Yidan. L’esposizione inaugurerà in occasione della preview d’asta dedicata all’Arte Orientale, il 26 novembre, negli spazi di Marcopolo Asian Art a Milano. Le opere esplorano il legame tra identità, memoria e paesaggio, fondendo la tradizione visiva cinese con una sensibilità contemporanea. Attraverso stratificazioni e interventi digitali, Lu trasforma la fotografia in un “paesaggio mentale”, dove realtà e immaginazione si intrecciano in una dimensione poetica e atemporale. Lu YiDan è un’artista multimediale originaria della Cina, attualmente residente negli Stati Uniti. Ha iniziato il suo percorso artistico nel campo della scenografia presso l'Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, Italia, sotto la guida del Professor Enrico Mulzani e della designer Elisabetta Gonzo. In seguito, si è trasferita negli Stati Uniti per conseguire un secondo Master in fotografia. Il lavoro di Yidan si avvale delle tecnologie più avanzate per riflettere sull'architettura sottostante della società umana. I suoi progetti esplorano spesso i paradossi legati a questioni ambientali, etiche e morali fondamentali, e sono costruiti visivamente con l’estetica dell’arte scenica. Le sue opere sono state esposte in prestigiose sedi internazionali, tra cui Art Design Miami negli Stati Uniti; Shanghai Library Museum in Cina; l’Arsenale di Venezia; Palazzo Ducale di Urbino; la Milan Design Week in Italia. Nel 2014, il suo lavoro è stato inserito nella collezione permanente dell'Ambasciata Italiana di Shanghai. Yidan ha ricevuto numerosi riconoscimenti per il suo lavoro, tra cui il 2° posto agli International Photo Awards nel 2022; il Bronzo ai Vienna International Awards nel 2022; l’Argento al PX3 nel 2021; e il Bronzo ai Moscow International Foto Awards nel 2021, tra gli altri. Concept della serie Parallel Spaces Parallel Spaces è una serie fotografica iniziata nel 2019 dall’artista Yidan Lu. È una registrazione di memorie e vissuti lontani che attiva riflessioni sul presente. Partendo dall'assunto che il mondo sia fittizio e che qualsiasi prospettiva sia essa razionale, storica, autorevole, logica, soggettiva, o basata sulla fede, può essere un ostacolo alla nostra comprensione dell'universo stesso; la serie è un'espressione empirica e personale di sogni e congiuntamente una ricerca di espressione fotografica al di fuori delle convenzioni, che mette in discussione i sistemi di valori precedenti e la visione predefinita dell'ordine, amplificando le incertezze tra le ontologie. Fondendo in modo inerte i contenuti e sovvertendo visivamente e verbalmente la logica Parallel Spaces si presenta come un'inconsapevole resa poetica all'instabile equilibrio contemporaneo da parte della fotografia. Nei Parallel Spaces sembra che le regole della società umana non si applichino più; è qui che possiamo finalmente liberarci dalla prigionia del mondo reale e percepire lo spazio al di là dell'intuizione. Esecuzione Tecnica L’artista parte scegliendo una fotografia di sfondo alla quale sovrappone digitalmente elementi presi da altre fotografie scattate in luoghi e momenti differenti rispetto alla fotografia di partenza formando cosi un collage digitale che porta alla creazione di una scenografia fantastica, un non luogo. La fotografia viene poi lavorata in negativo ed infine vengono esaltati i neri e i colori primari: ciano, magenta e giallo.






