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OVR - XIII

 

ETTORE SPALLETTI

 

 

 

 

 

 

 

Spalletti's art is made of shapes and colors, a painting that is articulated in space, volumetric and architectural, but also diaphanous and light. It is matter, full of atmospheric suggestions. Ettore Spalletti's works, paintings, drawings, sculptures, live the breath of a chromatism soaked with the moods and light of his homeland, Abruzzo.

 

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L’ arte di Spalletti è fatta di forme e di colori, una pittura che si articola nello spazio, volumetrica e architettonica, ma anche diafana e leggera. E’ materia, ricca di suggestioni atmosferiche. Le opere di Ettore Spalletti, dipinti, disegni, sculture, vivono il respiro di un cromatismo intriso degli umori e della luce della sua terra d’origine, l’Abruzzo.

 

 

Ettore Spalletti, Base di colore, 1991

 

 

 

 

His works straddle the boundary between two and three dimensions, in a fusion of painting and sculpture, tactility and image. The central element is light and its subtle yet continuous variations which impacts on the works and the different materials such as alabaster, marble, onyx, gold leaf, precious stones, paper and pure pigment, which the artist explores in their purity, as chromatic and perceptual “solids” capable of opening up the horizons of painting.

 

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Le opere di Spalletti si muovono al confine tra bidimensionalità e tridimensionalità, fondendo tra loro pittura e scultura, tattilità e immagine. Elemento centrale del lavoro di Spalletti è la luce e il suo variare impercettibile ma continuo nei diversi materiali come l’alabastro, il marmo, l’onice, la foglia d’oro e le pietre preziose, la carta e il pigmento puro e che l’artista esplora nella loro purezza, come “pieni” cromatici e percettivi in grado di aprire gli orizzonti della pittura.

 

 

 

 

 

“I prepare an impasto which contains pigments and chalk. I spread a thin layer of colour each day, almost at the same time, for fifteen days or more, depending on the thickness I want to get. In this time you can’t see the final colour, only at the end, when the pigments are dispersed on the surface through abrasion, you discover a totally different colour.”

 

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“Preparo un impasto che contiene pigmenti e gesso. Stendo un sottile strato di colore ogni giorno, quasi contemporaneamente, per quindici giorni o più, a seconda dello spessore che voglio ottenere. In questo momento non si vede il colore finale, solo alla fine, quando i pigmenti si disperdono sulla superficie per abrasione, si scopre un colore totalmente diverso. "

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ettore Spalletti, Così com'è, nero, 2009, lateral view

 

 

 

 

 

 

Each work is the result of a meditative but rigorous process of applying a layer of colour at the same time of each day, to achieve the desired hue. His works’ final surfaces emerge only at the end of the process through gently sanding the accumulated layers, a caress that reveals both an interior luminosity and an external skin that breathes a range of tonal and textural variations.

 

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Ogni opera è il risultato di un processo meditativo ma rigoroso di applicazione di uno strato di colore alla stessa ora di ogni giorno, per ottenere la tonalità desiderata. Le superfici finali delle sue opere emergono solo alla fine del processo attraverso la levigatura delicata degli strati accumulati, una carezza che rivela sia una luminosità interna che una pelle esterna che respira una gamma di variazioni tonali e materiche.

 

 

 

 

 

 

Ettore Spalletti, Impasto di colore eco rosso-azzurro, tuttotondo, blu di Prussia, 2009

installation view at Vistamare, Pescara

 

 

 

 

Ettore Spalletti, Impasto di colore eco rosso-azzurro, tuttotondo, blu di Prussia, 2009

installation view at Vistamare, Pescara

 

 

 

 

Ettore Spalletti, Impasto di colore eco rosso-azzurro, tuttotondo, blu di Prussia, 2009, detail

installation view at Vistamare, Pescara

 

 

 

Spalletti’s colour, through its flickering luminosity and pulsating touch, seems to have detached itself from its two-dimensional support, and in his words, “takes on and invades the space”.

 

"Color, as you move, occupies space and we enter. There is no longer the frame that bounded space. Removing it, the color takes on the space and invades the space. And when this thing succeeds, it is miraculous.” Ettore Spalletti

 

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Il colore di Spalletti, attraverso la sua luminosità tremolante e il tocco pulsante, sembra essersi staccato dal suo supporto bidimensionale e, nelle sue parole, "prende e invade lo spazio".

 

"Il colore, come si sposta, occupa lo spazio e noi entriamo. Non v’è più la cornice che delimitava lo spazio. Togliendola, il colore assume lo spazio e invade lo spazio. E quando questa cosa riesce, è miracolosa". Ettore Spalletti

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ettore Spalletti (Cappelle sul Tavo, Pescara, 1940 – 2019) developed a singular, solitary voice and a resultant body of work that exceeds any movement that circumscribes an artist to regional or ideological boundaries. Spalletti’s formal vocabulary has always melded and balanced painting and sculpture, form and color, interior and exterior space. His work is in the collections of many institutions, including MUMOK, Vienna; SMAK, Gent; Centre Pompidou, Paris; ARC Musée d’art moderne de la Ville de Paris; Museum Kurhaus Kleve, Kleve; Castello di Rivoli, Turin; Museo di Capodimonte, Naples; GNAM, Rome; Guggenheim Museum, New York, amongst others.

 

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Ettore Spalletti (Cappelle sul Tavo, Pescara, 1940 – 2019), ha sviluppato da subito una voce singolare e solitaria e un corpus di lavoro che supera ogni movimento che circoscrive un artista ai confini regionali o ideologici. Il vocabolario formale di Spalletti ha sempre mescolato ed equilibrato pittura e scultura, forma e colore, spazio interno ed esterno. I suoi lavori sono presenti, tra gli altri, nelle collezioni del MUMOK, Vienna; SMAK, Gent; Centre Pompidou, Parigi; ARC Musée d’art moderne de la Ville de Paris; Museum Kurhaus Kleve, Kleve; Castello di Rivoli, Torino; Museo di Capodimonte, Napoli; GNAM, Roma; Guggenheim Museum, New York.